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Nachos, tacos, burritos: quando il BBQ non è solo carne affumicata

Chi dice barbecue, dice carne e nove volte su dieci ha ragione. Ma proprio come la cultura di un paese ha mille sfaccettature ed espressioni così anche la cucina BBQ non può essere descritta e semplificata con un semplice “carne affumicata”. Il cibo, proprio come la cultura, vive di contaminazioni, adattamenti, ricette innovative che migliorano la tradizione: ecco perché oggi vogliamo raccontarti piatti, gusti e sapori non tipicamente americani, ma che hanno influenzato in modo sostanziale l’american BBQ: stiamo parlando dei nachos, dei tacos e naturalmente dei burritos.

Tutto ha origine dalla tortilla, da ogni sua lavorazione nascono piatti irresistibili dal gusto unico e deciso: può essere farcita con carne affumicata o grigliata, verdure, salse, legumi. Cosa c’è di meglio di un burritos ripieno di pulled pork? Probabilmente nulla!

Nachos, triangoli croccanti che non riuscirai a smettere di mangiare

Croccanti, sfiziosi e saporiti, i nachos sono perfetti per un aperitivo o per accompagnare una serata a base di BBQ meat. Parliamo di piccoli triangoli fragranti realizzati da una tortilla fatta di farina di mais, acqua calda e sale. La semplicità degli ingredienti spesso è la carta vincente, e il discorso vale anche per la preparazione.

Si stende l’impasto su una teglia tra due fogli di carta forno, creando una sottile base. Si taglia poi l’impasto con uno stampo o un coltello dandogli la forma di piccoli triangoli. Si spennella il tutto con olio di semi, si inforna per 15 minuti e il gioco è fatto. Come ciliegina sulla torta puoi accompagnare con jalapeño tagliato a fettine, cheddar fuso e l’immancabile salsa DIP.

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Una storia recente che è già leggenda

Abbiamo parlato di come si preparano ma in quanti conoscono la loro vera storia? È sempre difficile ricostruire con certezza la storia un piatto ma la leggenda vuole che i nachos siano nati da un’occasione improvvisa e dall’imprevista assenza di un cuoco.
Poco lontano dal confine col Messico, in Texas, si trova una base dell’aviazione americana che è attiva ancora oggi. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, le mogli di alcuni ufficiali si erano avventurate per una gita in auto lungo il Rio Grande, fino ad arrivare poco oltre confine, in una cittadina chiamata Piedras Negras, in Messico.
Le donne decisero di fermarsi per pranzo in un ristorante piuttosto noto della zona, il Victory Club. Purtroppo, o fortunatamente per loro, proprio quel giorno il maître si trovava in una situazione piuttosto imbarazzante: non riusciva a trovare il cuoco.

Ignacio Anaya, questo il nome del caposala, per non perdere le clienti ebbe la felice idea di improvvisarsi lui stesso cuoco, pronto a tentare la sorte con quello che avrebbe trovato in dispensa. Non era decisamente un esperto di cucina, ma possedeva i rudimenti e sapeva benissimo che l’effetto sorpresa avrebbe giocato a suo favore. A disposizione aveva tortillas di mais, formaggio e peperoncini jalapeño, e con quello si è arrangiato. Ignacio, come succede spesso nei paesi di lingua spagnola, era chiamato da tutti Nacho e fu così che il piatto prese il suo nome. Era il 1943. Per oltre vent’anni la fama dei nachos crebbe e si diffuse, ma fu l’intuizione di un uomo, Frank Liberto, che ebbe l’idea di proporli come snack durante le partite di baseball all‘Arlington Stadium, all’epoca sede dei Texas Rangers, a consacrarli.

Noi li serviamo nella classica forma con cheddar guacamole e jalapeño o nella versione strong con cheddar, guacamole, jalapeño, BBQ beans e pulled pork. Se non li hai mai assaggiati è arrivato il momento di farlo!

Tacos, non una semplice tortilla

Altro piatto simbolo della cultura tex-mex è il taco, una tortilla abbrustolita sul fuoco in grado di accogliere l’immensa quantità di ingredienti con cui può essere farcita che cambiano e si arricchiscono di volta in volta in base alla tradizione regionale.

La fama dei tacos non è dovuta solo alla loro indiscutibile bontà, ma anche al fatto che rappresentano una sorta di testimonianza commestibile della storia del Messico.

Questo piatto ha una lunga tradizione e delle origini molto antiche: gli ingredienti base risalgono addirittura ai Maya e agli Aztechi. Il mais veniva utilizzato molto da queste popolazioni, che lo consideravano un alimento sacro, tanto da credere che gli dei creatori avessero plasmato l’uomo proprio dal mais. Con il passare dei secoli queste ricette millenarie hanno subito l’influenza della cucina spagnola dei conquistadores, mantenendo però le caratteristiche della loro origine antica.

Per questo motivo i tacos racchiudono gran parte di una storia ricca di contaminazioni: mais, fagioli e peperoncini tipici delle civiltà precolombiane, e la carne, il cui consumo è aumentato proprio in seguito alle invasioni spagnole. Il tutto condito da aromi, salse gustose e spezie per un risultato irresistibile.

Burritos, un nome buffo per un piatto irresistibile

Il burrito è uno dei più famosi e tipici cibi tex-mex. Capita spesso che vengano confusi con i tacos, ma i burritos sono delle piadine farcite e si presentano come una sorta di sacchetti ben sigillati riempiti di una serie di ingredienti irresistibili come fagioli, salsa chili e bocconcini di manzo o pollo.
Quello che li distingue dai tacos non è la tortilla in sé, fatta sempre di farina di mais, ma la morbidezza. Come dicevamo, il ripieno può essere formato da carne di manzo, pollo o maiale soffritta con le cipolle, affumicata o alla griglia, salsa di pomodori, lattuga, fagioli, peperoncino, riso e vari ortaggi come ad esempio le zucchine. Una volta preparato il ripieno lo si avvolge all’interno della tortilla in modo che non fuoriesca. Ecco perché il burrito è un piatto molto pratico da mangiare con gli amici all’aria aperta, accompagnato da una bella.

Ti sei chiesto anche tu quale sia l’origine del nome burrito? Ebbene burrito in spagnolo significa asinello ed è collegato all’origine di questo piatto tipico.
La leggenda vuole che il burrito sia nato nei primi anni del novecento ad opera di Juan Mendez, un venditore ambulante di Ciudad Juárez al confine con gli USA.
Juan vendeva principalmente tacos e voleva permettere ai suoi clienti di gustare i suoi prodotti anche per strada: fu così che inventò i burritos, piadine chiuse in grado di evitare la fuoriuscita del ripieno. E il nome da dove viene? È molto semplice: Juan trasportava la merce da vendere sulla soma di un asinello. Ecco spiegato il motivo per cui la sua nuova invenzione prese il nome proprio di burritos.

Ora che ne conosci la storia non puoi passare un altro giorno senza aver assaggiato questi piatti unici, arricchiti dal gusto che solo American BBQ può dare. Prenota ora il tuo tavolo.

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